Come organizzare un matrimonio low cost? I Consigli di Sposiamoci Risparmiando

Come organizzare un matrimonio low cost? I Consigli di Sposiamoci Risparmiando

Come organizzare un matrimonio low cost? I Consigli di Sposiamoci Risparmiando


— Leggi su ilsalvadanaiodisupermamma.it/2017/04/08/come-organizzare-un-matrimonio-low-cost-consigli-di-sposiamoci-risparmiando/

Oggi voglio condividere questo utilissimo post mirato ad organizzare un matrimonio all’insegna del risparmio!Chi l’ha detto che sulle nozze non si può risparmiare?Certo che è possibile e Francesca Super-Mamma ci spiega come!

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Spose Blue Tiffany – Analisi dello Stile

Abbiamo parlato, proprio mercoledì scorso, della scelta – ultimamente molto ricorrente – del Blue Tiffany come colore del matrimonio. Abbiamo analizzato il colore con l’ausilio della nostra esperta di Color Branding, Michela Bellomo; oggi vogliamo fare l’analisi del Blue Tiffany in termini di Stile e Accostamenti.

La nostra esperta del giorno è Jessica Pellegrino, Image Stylist, che del Blue Tiffany ci dice:

“Il Tiffany, un colore delicato e dai toni tropicali, è l’ideale per donare ai tuoi outfit un tocco di vivacità al total look.
E’ un colore che simboleggia anche serenità e pace, crea esattamente lo stesso effetto di chi si incanta ad ammirare l’oceano in una giornata di sole.
Nello specifico, il Tiffany è un colore molto freddo, ricorda infatti i toni glaciali ed è adatto a chi ha una palette Estate.
E’ possibile creare accostamenti meravigliosi se adattati a colori chiari come il bianco se vuoi ottenere un effetto luminoso, oppure il lavanda, il giallo canarino, il verde salvia o il cipria per un effetto più sofisticato, mentre se desideri un effetto davvero folgorante e vibrante, è stupendo da abbinare con tutte le tonalità di rosso, sopratutto con il corallo!
E’ un colore che sicuramente può essere utilizzato come complemento nella costruzione di numerosi outfit, grazie alla sua componente così vivace ma sofisticata al tempo stesso…e per completare l’opera, consiglio di osare con accessori brillanti o anche metallici come l’argento”

Grazie Jessica per i tuoi consigli e per la tua palette…
Arrivederci al prossimo mercoledì con la rubrica #parolaaiprofessionisti

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Spose Azzurro Tiffany – il colore

Sempre più frequentemente troviamo il “Tiffany Blue” tra i colori scelti dalle future spose per la realizzazione di abito, bomboniere, addobbi e coordinati.

Vediamo nel dettaglio di che colore si tratta e scopriamo la storia di questo magnifico colore, chic e fresco.

TIFFANY BLUE

220428103-d63b4c7c-b69a-435a-96df-94e7a46e65eaUn colore inconfondibile, dicevamo, conosciuto come Tiffany Blue, con una storia tutta particolare e non poteva essere altrimenti data la medesima e ancor più leggendaria storia della Maison. Selezionato dal fondatore Charles Lewis Tiffany per la copertina del Blue Book, il catalogo della collezione annuale dei gioielli artigianali di Tiffany pubblicata per la prima volta nel 1845 (il primo di vendita per corrispondenza negli Stati Uniti), veniva chiamato anche robin’s-egg blue or forget-me-not blue, blu pettirosso e nontiscordardime, perché in fondo rappresentava un mix tra le due nuance e avrebbe dovuto rendere felice chi se lo trovava davanti, prima ancora che il pacchetto venisse aperto. Ma pare anche sia stato scelto per la popolarità della pietra turchese nella gioielleria del XIX secolo. Il turchese era anche il colore preferito delle spose vittoriane che regalavano ai loro inservienti una spilla di turchese a forma di tortora come ricordo del giorno delle nozze.

[…] Tutto questo ha contribuito a creare il mito della Blue Box di Tiffany e dell’iconico colore, simbolo internazionale di eleganza e raffinatezza, esclusività e impeccabile maestria artigianale. E con una valenza emozionale “misurata”: alcuni studi hanno confermato che la visione del colore Tiffany Blue e della scatoletta abbia il potere di accelerare il battito cardiaco e Laurie Pressman, Vice President Pantone Color Institute, ha spiegato che questo colore suscita vitalità e voglia di fuga.

(Trovate l’articolo completo a questo Link)

In merito all’utilizzo del Tiffany Blue come il colore delle nozze, abbiamo chiesto un parere alla nostra esperta di COLORI, Michela Bellomo, che con la sua lunga e studiata esperienza nel Color Branding, ci dice:

Il Tiffany è un colore elegante e raffinato.
È chic e si adatta molto bene con tutti i toni del lilla e con le tonalità naturali del sabbia per un tocco un po’ più casual.
Il Tiffany è perfetto per un matrimonio fresco e moderno che non vuole rinunciare ad un tocco super chic.
Si abbina bene anche con i rossi un po’ freddi.
Ed è un colore perfetto anche utilizzato tono su tono come in questa palette che vi mostro.

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Quindi…sì al Blue Tiffany se il vostro matrimonio è estivo e lo stile che amate è chic, ma anche molto frizzante!

#tiffaniblue

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Il Galateo, quanto è importante?

Cosa fare e cosa non fare in ogni occasione?
Quali comportamenti sono ammessi e quali assolutamente no?
Come impostare l’organizzazione di un evento?

Per rispondere a tutte queste domande ci viene in aiuto il Galateo!
Attraverso le sue regole, vive e attuali da tempo immemore, infatti, possiamo imparare ad essere sempre impeccabili!

Per districarci nel complesso e affascinante mondo del Galateo chiederemo supporto e risposte alla nostra amica Shubha Marta Rabolli, docente per l’Accademia Italiana Galateo di Roma, che ci guiderà  nella perfetta organizzazione del matrimonio!

Continuate a seguirci…presto l’intervista a Marta!!!

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Saper ricevere gli ospiti è un’arte

“Invitare qualcuno a pranzo vuol dire incaricarsi della felicità di questa persona durante le ore che egli passa sotto il vostro tetto”

Jean Anthelme Brillat-Savarin – gastronomo francese

Ricevere è un’arte e ogni brava padrona di casa dovrebbe sforzarsi di apprenderne i segreti perché accogliere gli ospiti non è solo cosa di “matrimoni” o feste, ma della quotidianità di ciascuno di noi.
In aiuto di quanti non sanno letteralmente dove mettere le mani arriva il Galateo!
Sorvolando sulla questione degli inviti – eh sì perché anche lì ci sono delle regole di bon ton da rispettare su tempistiche e modalità di consegna – passiamo direttamente alla questione dell’accoglienza:
NO ad accogliere gli ospiti in ciabatte o peggio in accappatoio, o con il grembiule stile casalinga frustrata.
SI ad un abbigliamento molto informale, ma non sciatto!!!
 

Chi va ad aprire la porta?

Posto che gli ospiti dovrebbero cercare di mantenere una certa puntualità ed avvisare se il ritardo si protrae oltre il quarto d’ora, è buona norma che entrambi i padroni di casa – uomo e donna – vadano sull’uscio ad accogliere l’ospite, che sia inaspettato o meno.
In passato vigeva la norma che se l’ospite”uomo” dovesse essere accolto solo dall’uomo di casa, ora è ritenuto più corretto che entrambi i padroni di casa si dedichino all’accoglienza.

Se l’ospite porta un dono…

Come come è richiesto all’ospite portare un dono – che sia un cadeau o una bottiglia di buon vino – alla famiglia che lo accoglie, così i padroni di casa hanno l’obbligo di scartare il dono in presenza dell’ospite e dargli tutta l’importanza che merita, ringraziando calorosamente ma senza eccessi per non mettere in imbarazzo chi eventualmente non ha portato nulla.
 
 

Intolleranze, allergie e scelte alimentari

Quando si invita a cena qualcuno è buona norma informarsi sulle eventuali intolleranze o allergie delle quali soffre o delle scelte alimentari che abbraccia l’ospite, per evitare che, come nella fiaba della volpe e della cicogna, l’ospite resti a bocca asciutta.

Posti a tavola

Assegnare i posti a tavola è una pratica in uso per cerimonie che prevedono un numero di ospiti notevoli, in quel caso si opta per il classico tableau, in modo che ciascuno abbia modo di sedersi al posto che i “padroni di casa” hanno ritenuto adeguato; in caso di cene informali e in casa, assegnare i posti non è necessario, mentre è sempre un gesto carino far trovare un piccolo segnaposto su ogni piatto, a ricordo della serata.
In teoria bisognerebbe sedersi in modo alternato uomini e donne, con i padroni di casa che siedono ai due capi tavola, ma anche su questo l’era “moderna” ha sdoganato questi obblighi atavici.
Prima di sedersi a tavola è buona norma, da parte dei padroni di casa, presentare gli ospiti, iniziando dal più giovane e, diciamo, “meno importante”, che verrà adeguatamente presentato al più anziano e più importante.

Comportamento a tavola

NO…e assolutamente NO all’uso del cellulare mentre si cena e tanto meno a tenerlo sulla tavola. Sono ammesse pochissime eccezioni, per questioni molto serie ed importanti, ma ricordiamoci che messaggiare mentre si cena è il massimo del trash, quindi evitiamo!!!
NO alla formula “Buon appetito”…pare che sia segno di attaccamento a cose terrene e piaceri carnali, ma…io onestamente tutta questa negatività non la vedo.
NO ad iniziare a mangiare prima dei padroni di casa.
NO ad ingozzarsi o a mugolare travolti dal gusto di quello che si mangia
 
NO a parlare a bocca piena
NO a giocherellare con i capelli
NO ad improvvisare grattini (in nessuna parte del corpo) su se stessi e su altri commensali
NO ad infilare le dita in bocca né usare le unghie come stuzzicadenti
NO ad usare il tovagliolo come fazzoletto per soffiarsi il naso
SI a chiedere di poter usufruire del bagno per controllare la presenza fastidiosa di foglie di verdura tra i denti o per tutte quelle “operazioni” che non è il caso di fare alla presenza di tutti.
SI ad una piacevole conversazione con tutti i commensali, mantenuta su toni moderati
 
NO ad aggressioni verbali contro altri commensali, né al broncio in caso di problemi personali
NO a rivolgersi solo ed esclusivamente ad alcuni ospiti ignorando gli altri
SI a mangiare con contegno ed educazione, evitando di sporcarsi e sporcare la tovaglia
NO a gironzolare da soli per la casa, curiosando.
Relativamente alle portate che verranno servite, non è educazione “forzare” gli ospiti a mangiare più di quello che vorrebbero, quindi la padrona di casa dovrebbe evitare troppa “insistenza” verso i commensali.
A fine cena non è da “bon ton” aiutare la padrona di casa a sparecchiare, a meno che non sia esplicitamente richiesto, così come non è corretto che la padrona di casa lasci gli ospiti per dedicarsi a riassettare la cucina.

Animali domestici

La questione “animali domestici” è sempre un pò spinosa: da una parte c’è chi ha cani e gatti in casa e li considera come membri della famiglia e dall’altra chi non li ha e non li vuole intorno.
Conciliare i due mondi non è facile, però poiché “in medio stat virtus”, se da una parte i padroni di casa dovrebbero rendersi conto che gli ospiti potrebbero non gradire il loro “amico a 4 zampe” che scondinzola qua e là intorno al tavolo e quindi dovrebbero limitarne lo scorrazzamento, dall’altra l’ospite, sapendo della presenza di animali domestici, in caso di intolleranza o semplicemente non essendo favorevole, dovrebbe declinare gentilmente l’invito.

Saluti finali

Al momento di andare via è buona norma salutare calorosamente i padroni di casa ringraziando per l’accoglienza e con essi anche gli altri commensali che si presume si siano conosciuti durante la cena.
Il galateo ci insegna che è una forma di rispetto chiamare i padroni di casa il giorno successivo per ringraziare nuovamente…ma nell’era di WhatsApp, ormai, queste piccole attenzioni stanno scomparendo.
Questo è solo un estratto di quanto il galateo ci richiede in caso di ricevimento ed è applicabile non solo a cene o pranzi, ma anche ad un te con le amiche o ad un caffè insieme.
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Sposa in rosso

…chi l’ha detto che la sposa deve necessariamente vestire solo di bianco?
Oggi parliamo degli accostamenti cromatici che sempre più spesso si vedono sugli abiti nuziali!
Non è raro, infatti, vedere abiti bianchi costellati di pizzi e ornamenti dei colori più sgargianti e vivaci; a me personalmente piace in particolare l’accostamento bianco-rosso: lo trovo vivace e deciso.
Una scelta di carattere, direi!!!
Vediamo che si dice dell’abito rosso…
L’abito bianco è da sempre sinonimo di purezza e femminilità. In voga sin dal 1840, quello del bianco al matrimonio è un trend duro a morire. Fu la regina Vittoria che, indossando al suo matrimonio un abito candido, diede il via alla moda.
Per quanto le spose del momento siano più moderne ed audaci rispetto al passato, non tutte hanno il coraggio di indossare un abito completamente rosso alle proprie nozze. Adatto alle donne che non vogliono discostarsi troppo dalla tradizione, infatti, è l’abito bianco accompagnato da accessori rossi. Il tocco rosso può essere fornito da una cintura, un fiore, una spilla ed, ovviamente, dal bouquet.

Simbolo dell’amore, della prosperità e della buona sorte, il colore rosso è da sempre utilizzato in Cina ed in India per celebrare feste e matrimoni. Sembra, inoltre, che il colore della passione venga sempre più scelto anche tra le donne occidentali per festeggiare il giorno del “lieto fine”.
Utilizzato prevalentemente per i matrimoni in comune, il rosso è il colore della sposa che non ha paura di trasgredire. Audaci ed originali, le nuance vivaci hanno ormai conquistato una posizione di tutto rispetto tra le collezioni di molti stilisti. Di nuance forti ne sa qualcosa Vera Wang che nel 2013 ha dedicato al rosso un’intera collezione sposa.
Scegliere un abito di questo colore, però, non è semplicissimo. Si rischia, infatti, di risultare eccessive e volgari. Se il vostro desiderio è quello di indossare un abito dai colori vivaci, scegliete una linea pulita e raffinata che ben accompagni la silhouette.
(tratto da PianetaDonna.it)   

Più di una volta ho avuto modo di lavorare con spose in “rosso” che hanno scelto questo colore come dominante in tutti gli aspetti delle nozze, dai libretti nuziali, ai segnaposto, alle bomboniere…agli accessori da indossare o da far indossare allo sposo. fino al loro abito!!!
Ricordo bene Erica col suo bouquet rosso in tono con i punti luce rossi disposti lungo il fianco del vestito bianco…un bellissimo accostamento, ritrovato poi sui libricini liturgici, nel riso, sulla macchina degli sposi, sul fiore all’occhiello dello sposo, sui palloncini, sulle scarpe della cerimonia…e in ultimo sulle scarpe del post-cerimonia…
…eccola qua Erica, una sposa davvero col sole dentro!!!

foto Chiara Tarullo

…e l’anno scorso c’è stata Valentina, una sposa dolcissima con un sorriso straordinario!
Anche lei ha scelto di “sposare” il rosso, coinvolgendo anche le damigelle d’onore e, manco a dirlo, il fiore all’occhiello dello sposo, l’addobbo del tavolo, i palloncini…e persino la torta!!!
Eccola qua…in tutta la sua gioia raggiante…

Foto Chiara Tarullo

Foto Chiara Tarullo

Sempre in tema di “matrimonio in rosso” ho selezionato per voi alcune bellissime soluzioni (anche Natalizie…in tema con il periodo…)

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Parola d’ordine: MAI ECCEDERE!!!

Care amiche, oggi voglio condividere con voi una riflessione sull’importanza di uno stile “misurato” – e per misurato intendo…a nostra misura!!! – in ogni occasione, non solo strettamente in fase “matrimoniale”.
Spesso mi è capitato infatti di assistere a situazioni piuttosto grottesche, create da donne che per apparire, per sembrare belle, per darsi un presunto “tono”, hanno deformato a loro immagine il concetto di stile e misura, diventando, invece, delle vere e proprie “maschere”, divertenti e a tratti ridicole.
A chi mi riferisco? Vediamo un pò…
– la donna non abituata (né capace) a truccarsi!
La bellezza o la sensualità o l’eleganza non passano di certo necessariamente per un ricco beauty case, quindi, mia cara, se – come me peraltro – non sei una abitué di cosmetici e maquillage, evita di improvvisarti esperta truccatrice, specialmente nelle grandi occasioni (a meno che non decida di affidarti a mani davvero esperte) perché l’effetto clown non è tanto “bello” e, a volte, invece di ottenere uno sguardo profondo…potremmo rischiare di somigliare a simpaticissimi panda!!!
Il consiglio: apparire “nature” o scegliere colori molto tenui e stesi “a velo” è sempre garanzia di successo…ma ricordati che la regola aurea è “non esagerare mai”!!!
– la donna che non sa portare i tacchi!
Qui gioco in casa! Chi mi conosce può affermare di non avermi mai vista “armata” di tacchi. In realtà, durante la mia adolescenza, ho provato spesso a vincere la mia battaglia contro gli odiosi e dolorosi tacchi, ma purtroppo, crescendo, è emerso che il dolore che provavo non era causato da mancata abitudine ma da un “difetto” della mia caviglia che tuttora mi impedisce di portare quelli che molte definiscono “trampoli”. Allora? Di necessità virtù…e guardaroba pieno di scarpe basse, comode e (almeno nel mio caso) salutari!
Molte di noi però si ostinano a voler indossare scarpe con tacchi vertiginosi che spesso impongono loro un’andatura davvero pericolante.
Perché vogliamo traballare su un paio di stiletti?
Perché vogliamo “incedere” come un orangotango un pò brillo?
E’ davvero necessario, per sentirci “belle”, renderci ridicole?
Mettiamoci bene in mente, amiche, che chi ci guarderà, non vedrà di certo le nostre bellissime scarpe nuove, ma riderà di noi e del nostro non saperle portare.
…come direbbe un mio caro amico…questa è “la dura verità”!!!
Allora perché vogliamo sacrificare la nostra immagine per un paio di scarpe alte?
Non è forse meglio abbassare i tacchi e aumentare la grazia del nostro aspetto…nonché la nostra autostima???
Il consiglio: al giorno d’oggi, per le scarpe come per gli abiti, abbiamo scelte vastissime. Allora invece di “straziare” la nostra andatura (e spesso il nostro stesso contegno), cerchiamo e scegliamo una scarpa di altezza consona alle nostre possibilità. “Stra-fare” non è mai una buona norma!
– la donna paffutella e l’effetto “lonza”!
Anche qui, mie care, posso dire di muovermi su un territorio familiare!
In fatto di “donne paffutelle” posso dire davvero molto perché, facendo parte integrante della categoria, spesso mi ritrovo ad osservare altre donne in carne per carpirne il modus operandi e anzi…lo stile! Certe volte però…è meglio “non guardare” perché il concetto di “eccesso” alberga anche nelle menti di molte di noi!!! 
Ragazze, donne, amiche…perché vogliamo ostinarci a entrare in abiti troppo stretti? Perché non vogliamo proprio vedere le ciccie che fuoriescono impietose da quel pantalone troppo stretto? Perché non scegliamo di apparire “ben vestite” piuttosto che “magre per forza”?
Una donna avviluppata in un vestito troppo stretto, che magari segna ogni rotolino, non è assolutamente bella, né “stilosa”, né attira sguardi positivi! 
L’effetto “lonza” è terribile! Sempre!!! …ed è deriso…sempre!
Stesso discorso va fatto nell’altro senso!
L’essere “abbondanti” non può essere considerato una “condanna” a vestirsi perennemente di sacchi di juta! L’abito enorme, troppo grande, sformato, è sgraziato e comunque non ci rende giustizia perché ognuna di noi, a suo modo, è bellissima.
E svilirci con un abbigliamento eccessivo – in un senso o nell’altro – non è giusto!
Il consiglio: amiche, cercate di individuare la vostra taglia e su quella basatevi!
NO all’eccesso, nel troppo e nel troppo poco! Quello che c’è non si può nascondere, ma comunque possiamo avere un aspetto armonioso e “ben vestito”!
Ricordiamoci sempre….la bellezza non passa mai solo per una taglia di pantaloni!!!
In queste tre “categorie” non voglio certo riassumere tutta la “questione stile ed eleganza”…sarebbe impensabile…ho solo voluto condividere una riflessione con voi.
Il succo del discorso però resta sempre quello: 

…non è bene eccedere! MAI! 

Cerchiamo uno stile che sia nostro: sobrio e tranquillo o colorato e vivace, purché non sia “pacchiano” o sgraziato! 

Badiamo al nostro comportamento, al modo di fare, al modo di porci davanti agli altri…e non alla taglia di un vestito o ai centimetri dei tacchi! 

Puntiamo a stare bene con noi stesse, perché solo così potremo stare bene con gli altri!

…a voi tutte un caro saluto…grazie per avermi seguita e arrivederci al prossimo post!!!
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