Saper ricevere gli ospiti è un’arte

“Invitare qualcuno a pranzo vuol dire incaricarsi della felicità di questa persona durante le ore che egli passa sotto il vostro tetto”

Jean Anthelme Brillat-Savarin – gastronomo francese

Ricevere è un’arte e ogni brava padrona di casa dovrebbe sforzarsi di apprenderne i segreti perché accogliere gli ospiti non è solo cosa di “matrimoni” o feste, ma della quotidianità di ciascuno di noi.
In aiuto di quanti non sanno letteralmente dove mettere le mani arriva il Galateo!
Sorvolando sulla questione degli inviti – eh sì perché anche lì ci sono delle regole di bon ton da rispettare su tempistiche e modalità di consegna – passiamo direttamente alla questione dell’accoglienza:
NO ad accogliere gli ospiti in ciabatte o peggio in accappatoio, o con il grembiule stile casalinga frustrata.
SI ad un abbigliamento molto informale, ma non sciatto!!!
 

Chi va ad aprire la porta?

Posto che gli ospiti dovrebbero cercare di mantenere una certa puntualità ed avvisare se il ritardo si protrae oltre il quarto d’ora, è buona norma che entrambi i padroni di casa – uomo e donna – vadano sull’uscio ad accogliere l’ospite, che sia inaspettato o meno.
In passato vigeva la norma che se l’ospite”uomo” dovesse essere accolto solo dall’uomo di casa, ora è ritenuto più corretto che entrambi i padroni di casa si dedichino all’accoglienza.

Se l’ospite porta un dono…

Come come è richiesto all’ospite portare un dono – che sia un cadeau o una bottiglia di buon vino – alla famiglia che lo accoglie, così i padroni di casa hanno l’obbligo di scartare il dono in presenza dell’ospite e dargli tutta l’importanza che merita, ringraziando calorosamente ma senza eccessi per non mettere in imbarazzo chi eventualmente non ha portato nulla.
 
 

Intolleranze, allergie e scelte alimentari

Quando si invita a cena qualcuno è buona norma informarsi sulle eventuali intolleranze o allergie delle quali soffre o delle scelte alimentari che abbraccia l’ospite, per evitare che, come nella fiaba della volpe e della cicogna, l’ospite resti a bocca asciutta.

Posti a tavola

Assegnare i posti a tavola è una pratica in uso per cerimonie che prevedono un numero di ospiti notevoli, in quel caso si opta per il classico tableau, in modo che ciascuno abbia modo di sedersi al posto che i “padroni di casa” hanno ritenuto adeguato; in caso di cene informali e in casa, assegnare i posti non è necessario, mentre è sempre un gesto carino far trovare un piccolo segnaposto su ogni piatto, a ricordo della serata.
In teoria bisognerebbe sedersi in modo alternato uomini e donne, con i padroni di casa che siedono ai due capi tavola, ma anche su questo l’era “moderna” ha sdoganato questi obblighi atavici.
Prima di sedersi a tavola è buona norma, da parte dei padroni di casa, presentare gli ospiti, iniziando dal più giovane e, diciamo, “meno importante”, che verrà adeguatamente presentato al più anziano e più importante.

Comportamento a tavola

NO…e assolutamente NO all’uso del cellulare mentre si cena e tanto meno a tenerlo sulla tavola. Sono ammesse pochissime eccezioni, per questioni molto serie ed importanti, ma ricordiamoci che messaggiare mentre si cena è il massimo del trash, quindi evitiamo!!!
NO alla formula “Buon appetito”…pare che sia segno di attaccamento a cose terrene e piaceri carnali, ma…io onestamente tutta questa negatività non la vedo.
NO ad iniziare a mangiare prima dei padroni di casa.
NO ad ingozzarsi o a mugolare travolti dal gusto di quello che si mangia
 
NO a parlare a bocca piena
NO a giocherellare con i capelli
NO ad improvvisare grattini (in nessuna parte del corpo) su se stessi e su altri commensali
NO ad infilare le dita in bocca né usare le unghie come stuzzicadenti
NO ad usare il tovagliolo come fazzoletto per soffiarsi il naso
SI a chiedere di poter usufruire del bagno per controllare la presenza fastidiosa di foglie di verdura tra i denti o per tutte quelle “operazioni” che non è il caso di fare alla presenza di tutti.
SI ad una piacevole conversazione con tutti i commensali, mantenuta su toni moderati
 
NO ad aggressioni verbali contro altri commensali, né al broncio in caso di problemi personali
NO a rivolgersi solo ed esclusivamente ad alcuni ospiti ignorando gli altri
SI a mangiare con contegno ed educazione, evitando di sporcarsi e sporcare la tovaglia
NO a gironzolare da soli per la casa, curiosando.
Relativamente alle portate che verranno servite, non è educazione “forzare” gli ospiti a mangiare più di quello che vorrebbero, quindi la padrona di casa dovrebbe evitare troppa “insistenza” verso i commensali.
A fine cena non è da “bon ton” aiutare la padrona di casa a sparecchiare, a meno che non sia esplicitamente richiesto, così come non è corretto che la padrona di casa lasci gli ospiti per dedicarsi a riassettare la cucina.

Animali domestici

La questione “animali domestici” è sempre un pò spinosa: da una parte c’è chi ha cani e gatti in casa e li considera come membri della famiglia e dall’altra chi non li ha e non li vuole intorno.
Conciliare i due mondi non è facile, però poiché “in medio stat virtus”, se da una parte i padroni di casa dovrebbero rendersi conto che gli ospiti potrebbero non gradire il loro “amico a 4 zampe” che scondinzola qua e là intorno al tavolo e quindi dovrebbero limitarne lo scorrazzamento, dall’altra l’ospite, sapendo della presenza di animali domestici, in caso di intolleranza o semplicemente non essendo favorevole, dovrebbe declinare gentilmente l’invito.

Saluti finali

Al momento di andare via è buona norma salutare calorosamente i padroni di casa ringraziando per l’accoglienza e con essi anche gli altri commensali che si presume si siano conosciuti durante la cena.
Il galateo ci insegna che è una forma di rispetto chiamare i padroni di casa il giorno successivo per ringraziare nuovamente…ma nell’era di WhatsApp, ormai, queste piccole attenzioni stanno scomparendo.
Questo è solo un estratto di quanto il galateo ci richiede in caso di ricevimento ed è applicabile non solo a cene o pranzi, ma anche ad un te con le amiche o ad un caffè insieme.
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Alla scoperta della “Wedding Bag”

Molto di moda ultimamente, la Wedding Bag è diventata un must di molte cerimonie!

COS’E’?

La Wedding Bag non è altro che una piccola busta di carta o un sacchetto in pvc che viene dato in omaggio agli invitati…o meglio…alle invitate. 
I colori della bag sono quelli scelti dagli sposi per l’addobbo e per tutto il materiale realizzato. Una base chiara garantisce sempre la possibilità di “osare” accostamenti cromatici di ogni tipo, consigliamo sempre quindi di partire da una bag bianca, meglio se perlata, o avorio.
Molto gradito, negli ultimi tempi, è il colore “grezzo” tipico delle buste in carta kraft…un tono che si sposa bene con lo stile Shabby, specialmente se arricchito con l’applicazione di un centrino bianco.

COSA CONTIENE?

Non esiste una vera e propria “lista” che definisca il contenuto necessario di una Wedding Bag e quindi si può scegliere a proprio piacimento cosa inserire.
Normalmente non possono mancare fazzolettini di carta – per chi si commuove -, un piccolo e comodo ventaglio, specialmente per i matrimoni estivi, il sacchetto con il riso da lanciare agli sposi e poi è molto carino inserire qualche caramellina (in commercio si trovano di tante forme e colori), bolle di sapone che “soffiate” insieme al riso all’uscita degli sposi fanno un effetto davvero grazioso, una o due coccarde da applicare sull’auto, salviettine rinfrescanti se si ha a che fare con la canicola, oppure dei piccoli “scaldamani” per i matrimoni invernali.
La scelta poi è vastissima perché molti inseriscono una  bottiglietta di acqua, di quelle del formato più piccolo, un bigliettino di ringraziamento, la mappa per raggiungere la location del rinfresco, il libretto della liturgia e molto altro.

COME E QUANDO DISTRIBUIRE LE WEDDING BAGS?

In genere le borse vengono distribuite al momento dell’attesa degli sposi, davanti all’ingresso della Chiesa. E’ carino farle distribuire dalle damigelle o dai paggetti.
Spesso, però, gli sposi preferiscono, al contrario, farle distribuire a casa, prima di recarsi in Chiesa o in Comune.

WEDDING BAGS FAI DA TE, SI PUO’?

Certo che sì! E sicuramente si risparmia…a patto che si abbia tempo, pazienza e un pizzico di manualità con colla a caldo e materiali e con gli acquisti online.
 
 
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Sposa in rosso

…chi l’ha detto che la sposa deve necessariamente vestire solo di bianco?
Oggi parliamo degli accostamenti cromatici che sempre più spesso si vedono sugli abiti nuziali!
Non è raro, infatti, vedere abiti bianchi costellati di pizzi e ornamenti dei colori più sgargianti e vivaci; a me personalmente piace in particolare l’accostamento bianco-rosso: lo trovo vivace e deciso.
Una scelta di carattere, direi!!!
Vediamo che si dice dell’abito rosso…
L’abito bianco è da sempre sinonimo di purezza e femminilità. In voga sin dal 1840, quello del bianco al matrimonio è un trend duro a morire. Fu la regina Vittoria che, indossando al suo matrimonio un abito candido, diede il via alla moda.
Per quanto le spose del momento siano più moderne ed audaci rispetto al passato, non tutte hanno il coraggio di indossare un abito completamente rosso alle proprie nozze. Adatto alle donne che non vogliono discostarsi troppo dalla tradizione, infatti, è l’abito bianco accompagnato da accessori rossi. Il tocco rosso può essere fornito da una cintura, un fiore, una spilla ed, ovviamente, dal bouquet.

Simbolo dell’amore, della prosperità e della buona sorte, il colore rosso è da sempre utilizzato in Cina ed in India per celebrare feste e matrimoni. Sembra, inoltre, che il colore della passione venga sempre più scelto anche tra le donne occidentali per festeggiare il giorno del “lieto fine”.
Utilizzato prevalentemente per i matrimoni in comune, il rosso è il colore della sposa che non ha paura di trasgredire. Audaci ed originali, le nuance vivaci hanno ormai conquistato una posizione di tutto rispetto tra le collezioni di molti stilisti. Di nuance forti ne sa qualcosa Vera Wang che nel 2013 ha dedicato al rosso un’intera collezione sposa.
Scegliere un abito di questo colore, però, non è semplicissimo. Si rischia, infatti, di risultare eccessive e volgari. Se il vostro desiderio è quello di indossare un abito dai colori vivaci, scegliete una linea pulita e raffinata che ben accompagni la silhouette.
(tratto da PianetaDonna.it)   

Più di una volta ho avuto modo di lavorare con spose in “rosso” che hanno scelto questo colore come dominante in tutti gli aspetti delle nozze, dai libretti nuziali, ai segnaposto, alle bomboniere…agli accessori da indossare o da far indossare allo sposo. fino al loro abito!!!
Ricordo bene Erica col suo bouquet rosso in tono con i punti luce rossi disposti lungo il fianco del vestito bianco…un bellissimo accostamento, ritrovato poi sui libricini liturgici, nel riso, sulla macchina degli sposi, sul fiore all’occhiello dello sposo, sui palloncini, sulle scarpe della cerimonia…e in ultimo sulle scarpe del post-cerimonia…
…eccola qua Erica, una sposa davvero col sole dentro!!!

foto Chiara Tarullo

…e l’anno scorso c’è stata Valentina, una sposa dolcissima con un sorriso straordinario!
Anche lei ha scelto di “sposare” il rosso, coinvolgendo anche le damigelle d’onore e, manco a dirlo, il fiore all’occhiello dello sposo, l’addobbo del tavolo, i palloncini…e persino la torta!!!
Eccola qua…in tutta la sua gioia raggiante…

Foto Chiara Tarullo

Foto Chiara Tarullo

Sempre in tema di “matrimonio in rosso” ho selezionato per voi alcune bellissime soluzioni (anche Natalizie…in tema con il periodo…)

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Carta Amalfi…la classe intramontabile

Molto spesso gli sposi arrivano da noi con una idea precisa:

“per le partecipazioni vogliamo la Carta Amalfi”


Foto dal sito “Scuderie del Duca”

Questo tipo di carta, amata e odiata allo stesso tempo, ha radici molto lontane e soprattutto molto umili: la lavorazione della carta di Amalfi consisteva nel raccogliere stracci e tessuti preferibilmente di cotone, che venivano poi battuti da magli di legno per spezzarne le fibre. 
La matassa così ottenuta veniva posta a macerare in tini maiolicati in abbondante acqua. Trascorso un certo periodo, gli stracci si disfacevano, amalgamandosi col liquido nel quale erano stati lasciati in infusione. Nella sostanza semiliquida così ottenuta veniva immerso un telaio in ferro, la cui rete a maglie strettissime tratteneva la parte più solida lasciando colare l’acqua in eccesso. 
Lo strato di pasta veniva quindi spianato da una pressa e posto ad asciugare. 
Terminato il processo di essiccazione, ecco pronto un foglio di raffinatissima carta di Amalfi (detta anche, all’epoca, bambagina): su di esso spiccava quasi sempre la filigrana del produttore, che il telaio in ferro imprimeva indelebilmente sulla pasta raccolta nel tino, per semplice pressione.

Su questa carta, molto naturale, si consiglia la stampa inkjet perché la cottura tipica della stampa laser potrebbe appiattire le fibre della carta e coprirne le imperfezioni che la rendono tanto preziosa.
Il colore della Carta Amalfi è inconfondibile e si attesta sui toni dell’avorio, più o meno scuro, con venature più chiare.
Sui bordi di ogni foglio, inoltre, si nota evidentemente la lavorazione manuale e poco meccanizzata che prevede un taglio “a strappo”, mai netto e sempre molto naturale. 

A che colori abbinare la Carta Amalfi?

A tutti ovviamente! Il color avorio della carta si sposa perfettamente con toni caldi e freddi, non è inusuale, infatti, ricevere richieste di stampa dai toni del seppia, al rosso cardinale, al blu oltremare.

La Carta Amalfi è davvero un classico intramontabile…
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WORKSHOP “Il Galateo del Matrimonio”

NOI CI SAREMO!!!
È senza dubbio più importante di quanto a prima vista non sembri! Oggi più che mai risulta vincente e determinante la capacità di sapersi comportare con correttezza, educazione e stile. 

Buone Maniere non significa soltanto sapere che i gomiti non si appoggiano sul tavolo e che il piattino del pane si trova alla nostra sinistra, ma tutt’altro. Significa avere le conoscenze necessarie per destreggiarsi in ogni situazione e allo stesso tempo avere la possibilità di rovesciare le situazioni scomode. 

L’Accademia Italiana di Buone Maniere, Galateo e Costume è la prima e l’unico esempio in Italia di studio, ricerca e formazione del cosiddetto “Saper Vivere”. 

L’Accademia, con sede a Roma, è il punto di riferimento per quanti vogliono studiare ed approfondire la tematica attraverso testi storici dal 1500 ad oggi, inoltre offre consulenze storiche e giornalistiche sul Galateo. 

L’Accademia nasce dall’esigenza di creare un luogo di studio e di incontro per l’approfondimento delle buone maniere, del Galateo e del Costume nei suoi vari aspetti letterari declinati anche alle scienze sociali, storiche e comportamentali. 

L’Accademia si afferma come voce indipendente e consapevole su quanto accade nella nostra società, dove il “Saper Vivere” viene spesso ribaltato e ancora peggio i media e la tv pretendono di insegnarlo con una disciplina sterile, snob e classista. 

Tutto ciò molto distante dal vero “Saper Vivere” che si fonda sul gusto personale, l’indipendenza e la creatività. Infatti uno dei concetti principali è conoscere le regole per poterle infrangere nella consapevolezza.

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Organizzazione “NO STRESS”…si può!!!

…e una sera, davanti a due calici di champagne, lui vi prende per mano e vi dice “mi vuoi sposare?”

La macchina matrimoniale si è appena messa in moto!
Abbiano inizio i preparativi!
Ogni donna alle prese con l’organizzazione del proprio matrimonio si ripromette di scegliere la semplicità e l’essenzialità, di non “stra-fare” e di mantenere calma e self control. 
Spesso tutto questo diventa un’utopia ma posso dire, dopo quasi 10 anni di esperienza in fatto di “spose fuori controllo”, che, con un pò di buona volontà, anche il matrimonio si può organizzare senza stress!
Quando cominciate a pensare al come e al dove, dovete auto-convincervi che la parola d’ordine d’ora in avanti dovrà essere ORGANIZZAZIONE, tanto più che “in itinere” vi capiteranno – ahimé – noie e fastidi di ogni genere, quindi è bene iniziare con il piede giusto per non ritrovarsi a terra!!!
Partite dal presupposto, mie care, che, come dei provetti giocolieri, sarete chiamate a mantenere in equilibrio una serie di anelli fluttuanti. Ogni scelta e ogni decisione dovrà inevitabilmente passare per le vostre mani di “SPOSE”, quindi…calma e sangue freddo…e vediamo come gestire i tempi!
LA PROPOSTA DI MATRIMONIO
In genere arriva con un buon anticipo rispetto alla data delle nozze, quindi, avete tutto il tempo per “fare bene!”. E’ buona norma, però, iniziare subito a prendere contatti con il parroco, se vi sposerete in chiesa o con il Sindaco. Vi diranno poi loro che documenti preparare, quando iniziare il corso pre-matrimoniale e come regolarvi per la cerimonia. Fatevi un’idea del genere di matrimonio che volete organizzare e quanto volete “allungare” la lista degli invitati. Iniziate a pensare quale location vi piacerebbe che ospitasse i vostri festeggiamenti e cominciate ad informarvi sulla disponibilità e i costi.
– 9/10 MESI PRIMA
Iniziate a definire con esattezza le location di cerimonia e successivo rinfresco e prendete accordi per gli orari. Informatevi sul corso pre-matrimoniale!
Non sarebbe sbagliato iniziare ad affrontare la questione “vestito”…prima vi togliete il pensiero e meglio è!
…e visto che siete già in giro…perché non dare uno sguardo alle bomboniere?
– 6/8 MESI PRIMA
Questo è il momento più “caldo” della pianificazione! E’ ora che dovete definire tutto e mettere nero su bianco! Iniziate a buttare giù una lista del “da farsi” e di tutto quello a cui non volete rinunciare. Mettete in elenco animazione, musica, trucco e parrucco, foto, fiori, rinfreschi e quant’altro e definite un budget per ogni settore. Dopodiché, quando avrete le idee ben chiare, iniziate a prendere accordi con i professionisti di ogni settore ai quale volete affidare la cura del vostro giorno. 
Tutti gli accordi che prenderete d’ora in avanti andranno “rinfrescati” qualche settimana prima del matrimonio.
Questo è il periodo anche della scelta e dell’acquisto di bomboniere, partecipazioni e fedi!
Avete scelto la destinazione per la vostra “luna di miele”? Rivolgetevi ad una buona agenzia di viaggi…vi saprà consigliare bene!
– 3/5 MESI PRIMA
E’ tempo di “concretizzare” le partecipazioni e avere una lista degli invitati “definitiva”, anche se le conferme – ahimé – tarderanno ad arrivare.
Le conferme vi serviranno anche per la stampa del tableau, ovvero il pannello che, posto all’ingresso della location del ricevimento, indirizzerà gli ospiti al proprio tavolo.
Avete pensato alla prova trucco e acconciatura? …è ora!!!
Avete avvisato i testimoni???
Questo è anche il momento di stilare la lista di nozze e inserire il biglietto da visita del negozio incaricato nella busta con la partecipazione.
Scegliete le fedi! Questo è imperativo!
– 1/2 MESI PRIMA
Spedite o recapitate le partecipazioni, “rinfrescate” gli accordi presi con i vari “professionisti”, controllate i vostri documenti, prima che, per la foga degli eventi, dimentichiate di rinnovare il passaporto e mandiate in fumo la prima notte di nozze!
– 15 GIORNI PRIMA
…il traguardo si avvicina!
E’ ora di raccogliere quello che si è seminato!
Ritirare fedi e abiti. 
…avete controllato che lo sposo abbia pensato ad ordinare il vostro bouquet??? Mica vorrete restare senza!!!
Siete attrezzati di bomboniere e confetti? Parenti e amici inizieranno a “venire a trovarvi”.
Identificate una persona affidabile e sicura tra amici e parenti. Sarà questo il vostro “braccio armato” nei prossimi giorni e a lei dovrete delegare quello che proprio non potete fare!
Qualcuno dovrebbe anche organizzare un addio al nubilato (e celibato…)!!!
– 7 GIORNI PRIMA
Si stringe il cerchio! 
Bisogna avere certezza dei presenti per darne conferma a chi si occuperà del ricevimento e a chi sta preparando il tableau!
Attaccatevi al telefono e fatevi dare una risposta C E R T A!
Controllate che non manchi nulla al vostro abito e al vostro trucco e parrucco.
Avete qualcuno che vi porta in chiesa??? Mandatelo a lavare la macchina…sembra una sciocchezza ma non vorremmo mai arrivare in chiesa con una macchina che lascia toppe di fango per strada!

…e adesso è ora di godervi lo spettacolo del giorno più bello della vostra vita!

Il mio consiglio è sempre lo stesso: tutto quello che avete organizzato, in realtà, è solo un enorme dettaglio! Le cose importanti davvero sono ben altre…ed essere FELICI del passo che state per compiere è una di quelle!
Quindi…bando alle scene isteriche…un bel respiro profondo e….AUGURI!!!
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Parola d’ordine: MAI ECCEDERE!!!

Care amiche, oggi voglio condividere con voi una riflessione sull’importanza di uno stile “misurato” – e per misurato intendo…a nostra misura!!! – in ogni occasione, non solo strettamente in fase “matrimoniale”.
Spesso mi è capitato infatti di assistere a situazioni piuttosto grottesche, create da donne che per apparire, per sembrare belle, per darsi un presunto “tono”, hanno deformato a loro immagine il concetto di stile e misura, diventando, invece, delle vere e proprie “maschere”, divertenti e a tratti ridicole.
A chi mi riferisco? Vediamo un pò…
– la donna non abituata (né capace) a truccarsi!
La bellezza o la sensualità o l’eleganza non passano di certo necessariamente per un ricco beauty case, quindi, mia cara, se – come me peraltro – non sei una abitué di cosmetici e maquillage, evita di improvvisarti esperta truccatrice, specialmente nelle grandi occasioni (a meno che non decida di affidarti a mani davvero esperte) perché l’effetto clown non è tanto “bello” e, a volte, invece di ottenere uno sguardo profondo…potremmo rischiare di somigliare a simpaticissimi panda!!!
Il consiglio: apparire “nature” o scegliere colori molto tenui e stesi “a velo” è sempre garanzia di successo…ma ricordati che la regola aurea è “non esagerare mai”!!!
– la donna che non sa portare i tacchi!
Qui gioco in casa! Chi mi conosce può affermare di non avermi mai vista “armata” di tacchi. In realtà, durante la mia adolescenza, ho provato spesso a vincere la mia battaglia contro gli odiosi e dolorosi tacchi, ma purtroppo, crescendo, è emerso che il dolore che provavo non era causato da mancata abitudine ma da un “difetto” della mia caviglia che tuttora mi impedisce di portare quelli che molte definiscono “trampoli”. Allora? Di necessità virtù…e guardaroba pieno di scarpe basse, comode e (almeno nel mio caso) salutari!
Molte di noi però si ostinano a voler indossare scarpe con tacchi vertiginosi che spesso impongono loro un’andatura davvero pericolante.
Perché vogliamo traballare su un paio di stiletti?
Perché vogliamo “incedere” come un orangotango un pò brillo?
E’ davvero necessario, per sentirci “belle”, renderci ridicole?
Mettiamoci bene in mente, amiche, che chi ci guarderà, non vedrà di certo le nostre bellissime scarpe nuove, ma riderà di noi e del nostro non saperle portare.
…come direbbe un mio caro amico…questa è “la dura verità”!!!
Allora perché vogliamo sacrificare la nostra immagine per un paio di scarpe alte?
Non è forse meglio abbassare i tacchi e aumentare la grazia del nostro aspetto…nonché la nostra autostima???
Il consiglio: al giorno d’oggi, per le scarpe come per gli abiti, abbiamo scelte vastissime. Allora invece di “straziare” la nostra andatura (e spesso il nostro stesso contegno), cerchiamo e scegliamo una scarpa di altezza consona alle nostre possibilità. “Stra-fare” non è mai una buona norma!
– la donna paffutella e l’effetto “lonza”!
Anche qui, mie care, posso dire di muovermi su un territorio familiare!
In fatto di “donne paffutelle” posso dire davvero molto perché, facendo parte integrante della categoria, spesso mi ritrovo ad osservare altre donne in carne per carpirne il modus operandi e anzi…lo stile! Certe volte però…è meglio “non guardare” perché il concetto di “eccesso” alberga anche nelle menti di molte di noi!!! 
Ragazze, donne, amiche…perché vogliamo ostinarci a entrare in abiti troppo stretti? Perché non vogliamo proprio vedere le ciccie che fuoriescono impietose da quel pantalone troppo stretto? Perché non scegliamo di apparire “ben vestite” piuttosto che “magre per forza”?
Una donna avviluppata in un vestito troppo stretto, che magari segna ogni rotolino, non è assolutamente bella, né “stilosa”, né attira sguardi positivi! 
L’effetto “lonza” è terribile! Sempre!!! …ed è deriso…sempre!
Stesso discorso va fatto nell’altro senso!
L’essere “abbondanti” non può essere considerato una “condanna” a vestirsi perennemente di sacchi di juta! L’abito enorme, troppo grande, sformato, è sgraziato e comunque non ci rende giustizia perché ognuna di noi, a suo modo, è bellissima.
E svilirci con un abbigliamento eccessivo – in un senso o nell’altro – non è giusto!
Il consiglio: amiche, cercate di individuare la vostra taglia e su quella basatevi!
NO all’eccesso, nel troppo e nel troppo poco! Quello che c’è non si può nascondere, ma comunque possiamo avere un aspetto armonioso e “ben vestito”!
Ricordiamoci sempre….la bellezza non passa mai solo per una taglia di pantaloni!!!
In queste tre “categorie” non voglio certo riassumere tutta la “questione stile ed eleganza”…sarebbe impensabile…ho solo voluto condividere una riflessione con voi.
Il succo del discorso però resta sempre quello: 

…non è bene eccedere! MAI! 

Cerchiamo uno stile che sia nostro: sobrio e tranquillo o colorato e vivace, purché non sia “pacchiano” o sgraziato! 

Badiamo al nostro comportamento, al modo di fare, al modo di porci davanti agli altri…e non alla taglia di un vestito o ai centimetri dei tacchi! 

Puntiamo a stare bene con noi stesse, perché solo così potremo stare bene con gli altri!

…a voi tutte un caro saluto…grazie per avermi seguita e arrivederci al prossimo post!!!
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