Chi accompagna la sposa?

Tradizione vuole che il padre della sposa (e la mamma per lo sposo) accompagni fino all’altare sua figlia, camminando sotto braccio con lei lungo la navata della Chiesa.Di recente, però, secondo alcune nuove usanze, il padre lascia il braccio della sposa al futuro marito fuori dalla chiesa cosicché i due sposi possano raggiungere insieme l’altare lungo la navata.Se si viene da una famiglia allargata, dove dopo divorzi e seconde nozze è difficile scegliere chi si vuole accanto, o quando il padre della sposa non c’è più o non è in grado di accompagnarla all’altare, anche la madre, un fratello, uno zio o un amico dello sposo possono essere ottimi accompagnatori.Se alla sposa, invece, non piace l’idea di venire ‘consegnata’ da un uomo all’altro, o semplicemente si sente più a suo agio a precorrere la navata da sola, deve fare quello che preferisce. Per non offendere i genitori si può chiedere loro di stare alle spalle.Tra le tradizioni più recenti, c’è decisamente l’entrata degli sposi insieme: questa scelta mette d’accordo tutti, la sposa che si sente sicura accanto all’uomo della sua vita e i genitori che non avranno nulla da ridire. Inoltre l’ingresso insieme simboleggia la parità tra i sessi che dovrà regnare anche nel matrimonio.E voi? Da chi vi farete accompagnare all’altare?

Confetti Pelino… scelta “Reale”

Leggiamo con un pizzico di orgoglio che per le nozze di Harry e Megan, i reali inglesi hanno scelto i confetti Pelino e questo ci piace tanto!!!

Arriveranno dall’azienda Pelino di Sulmona i confetti per il matrimonio reale di Harry e Meghan che sarà celebrato sabato prossimo. È una tradizione che lega l’azienda alla Corona inglese. Prima il matrimonio di Carlo e Diana, poi William e Kate. Un Made in Italy eccellente che continua a far parlare di sé per come viene prodotto (niente farina, niente amido ma solo zucchero e mandorle di Avola). La Pelino fa parte anche dell’associazione Internazionale Les Hènokien che, dal 1981, raggruppa le aziende considerate storiche. Una ricetta leggendaria che risale alla fine 1400, originaria e originale di Sulmona e che ancora, oggi, ripropone la fragranza di un tempo. Per i giovani sposi, sono stati ordinati i classici confetti nuziali e composizioni floreali.

Fonte Il Centro

Il confetto è un dolce tradizionale formato da una mandorla ricoperta da uno strato sottile e croccante di zucchero. Conosciuti negli Stati Uniti come Jordan Almonds e in Francia come dragées, questi prodotti tipici della tradizione dolciaria italiana sono irrinunciabili in ogni cerimonia, dal matrimonio al battesimo, dalla laurea all’anniversario di un lieto evento.

Ricoperti di miele in epoca romana, i confetti hanno assunto la tipica copertura zuccherina intorno al 1400, in seguito all’arrivo dello zucchero sui nostri mercati. La città medievale di Sulmona, in Abruzzo, divenne ben presto il centro principale di produzione del confetto in Italia. Qui la famiglia Pelino avviò la propria avventura nel 1783.

Oggi giorno esistono confetti di ogni forma e colore, per accontentare i gusti di tutti e per dare la giusta intonazione ad ogni evento. Un’antica usanza detta gli abbinamenti di colore per gli avvenimenti principali della nostra vita:

Matrimonio: bianco o avorio
Battesimo: rosa o celeste pastello
Laurea: rosso
Anniversari di nozze: coperti di oro o argento

I Confetti Pelino vengono a tutt’oggi prodotti secondo l’antica ricetta tradizionale tramite l’uso di tecniche risalenti a più di trecento anni. Le mandorle vengono coperte di uno sciroppo di zucchero bianco o colorato e fatte girare in speciali bassine di rame fino al completamento del processo di confettatura. Inoltre i Confetti Pelino si distinguono per l’esclusiva formula che esclude l’uso di farine o amidi nel processo produttivo, rendendoli adatti ad una dieta gluten-free.

(Fonte confettimariopelino.com)

Di confetti, però, ormai ce ne sono di tutti i gusti e per tutte le occasioni, addirittura pare ne esistano 42 varianti tra le quali si può scegliere il gusto più adatto alla stagione nella quale ricorre il matrimonio, o la cerimonia che si vuole festeggiare.

Qualsiasi cerimonia si concluderà sempre con l’offerta dei confetti, sfusi su vassoi o in ciotole di cristallo, oppure confezionati.

Racchiusi anche in veli o scatoline per le bomboniere, i confetti possono essere 1, 3, 5 o 7…l’importante è che siano sempre in numero dispari, in altre parole indivisibile, come dovrebbe essere l’unione degli sposi (in caso di matrimonio).
La tradizione vuole che si utilizzino preferibilmente cinque confetti, come simbolo di salute, ricchezza, felicità, lunga vita e fertilità. Questa regola può valere per tutte le cerimonie, ma in realtà la nuova tendenza è quella di inserire molti più confetti all’interno della scatolina.

“Scrittura Calligrafica” – Parliamone con Zelide

Oggi parliamo di Zelide una grande professionista nel campo della “Scrittura Calligrafica”, adatta ed elegantissima sulle partecipazioni nuziali.

Come sempre per la nostra rubrica #parolaagliesperti, abbiamo voluto rivolgere a Zelide delle domande, per conoscerla meglio e per avere consigli dalla sua esperienza.

Cara Zelide, se dovessi pensare ad organizzare un matrimonio, quale stile sceglieresti per partecipazioni, tableau mariage e menù?

Se dovessi organizzare un matrimonio partirei indubbiamente dall’incontro con gli sposi per poter entrare in connessione con loro.
Chiederei loro quali dovranno essere i colori protagonisti del loro giorno speciale, come lo sognano e quale stile – elegante e classico o moderno e giovanile – preferiranno abbracciare. Nella maggior parte dei casi, gli sposi stessi, seppur inconsapevolmente, mi guidano verso ciò che desiderano… eh sì, perché in fondo il loro giorno perfetto lo hanno già lì, nel cuore e nella mente… soprattutto le spose, che sognano il matrimonio fin da bambine e sanno descrivermelo nei minimi particolari, come se lo avessero già vissuto.
In questo modo mi rendono partecipe, facilitandomi il lavoro e rendendolo emozionante più che mai, sin dalla fase di idealizzazione e progettazione.

Ora una domanda un pò spinosa: 3 cose da non fare (…e da non chiedere!)

Cerco sempre di non porre limiti agli sposi per non frenare la loro creatività e per fare in modo che tutto venga realizzato in modo personalizzato e “su misura” al 100%, ma, di certo, se posso, tento di guidarli con calma e pacatezza indirizzandoli sulla via migliore per ottenere il prodotto desiderato, sempre con un occhio al budget iniziale, per non sforare!
Se dovessi dire 3 “NO”, lo farei su questi tre punti:

  • scegliere elaborazioni molto articolate di stampe o carte speciali senza fare i conti con le spese che aumenteranno di conseguenza
  • chiedere di realizzare/copiare lavori di altre persone (sono dell’idea che se delle persone scelgono una professionista è perché apprezzano il suo modo di lavorare e la sua creatività, quindi perché prendere da altri?); è d’obbligo realizzare una moodboard di ispirazione che possa aiutare 🙂;
  • iniziare a pianificare con fin troppo anticipo le nozze e cambiare continuamente idea sullo stile.

Che suggerimento daresti ad una futura sposa?

Se potessi dare un consiglio ad una sposa le direi di immaginare il suo giorno speciale e creare un piccolo diario con un brain-storming di idee, scrivendo tutto ciò che le viene in mente sognando il suo giorno speciale.
Le direi, inoltre, di realizzare una moodboard di immagini, stampando e ritagliando le foto dei dettagli che più le piacciono e la ispirano.
Tutto ciò aiuta a chiarirle le idee su ciò che davvero desidera e, di conseguenza, aiuta anche me ad immergermi nel suo sogno e trasformarlo in carta, inchiostro e parole…da toccare con mano!

Grazie a Zelide per questa piccola intervista!
In fondo al post potrete vedere una piccola raccolta di suoi lavori realizzati per gli sposi e troverete il link per poterla contattare!

@zelidecalligrafa

Ciao a tutti…e ci leggiamo mercoledì prossimo sulla solita rubrica #parolaaiprofessionisti 

Spose Blue Tiffany – Analisi dello Stile

Abbiamo parlato, proprio mercoledì scorso, della scelta – ultimamente molto ricorrente – del Blue Tiffany come colore del matrimonio. Abbiamo analizzato il colore con l’ausilio della nostra esperta di Color Branding, Michela Bellomo; oggi vogliamo fare l’analisi del Blue Tiffany in termini di Stile e Accostamenti.

La nostra esperta del giorno è Jessica Pellegrino, Image Stylist, che del Blue Tiffany ci dice:

“Il Tiffany, un colore delicato e dai toni tropicali, è l’ideale per donare ai tuoi outfit un tocco di vivacità al total look.
E’ un colore che simboleggia anche serenità e pace, crea esattamente lo stesso effetto di chi si incanta ad ammirare l’oceano in una giornata di sole.
Nello specifico, il Tiffany è un colore molto freddo, ricorda infatti i toni glaciali ed è adatto a chi ha una palette Estate.
E’ possibile creare accostamenti meravigliosi se adattati a colori chiari come il bianco se vuoi ottenere un effetto luminoso, oppure il lavanda, il giallo canarino, il verde salvia o il cipria per un effetto più sofisticato, mentre se desideri un effetto davvero folgorante e vibrante, è stupendo da abbinare con tutte le tonalità di rosso, sopratutto con il corallo!
E’ un colore che sicuramente può essere utilizzato come complemento nella costruzione di numerosi outfit, grazie alla sua componente così vivace ma sofisticata al tempo stesso…e per completare l’opera, consiglio di osare con accessori brillanti o anche metallici come l’argento”

Grazie Jessica per i tuoi consigli e per la tua palette…
Arrivederci al prossimo mercoledì con la rubrica #parolaaiprofessionisti

Spose Azzurro Tiffany – il colore

Sempre più frequentemente troviamo il “Tiffany Blue” tra i colori scelti dalle future spose per la realizzazione di abito, bomboniere, addobbi e coordinati.

Vediamo nel dettaglio di che colore si tratta e scopriamo la storia di questo magnifico colore, chic e fresco.

TIFFANY BLUE

220428103-d63b4c7c-b69a-435a-96df-94e7a46e65eaUn colore inconfondibile, dicevamo, conosciuto come Tiffany Blue, con una storia tutta particolare e non poteva essere altrimenti data la medesima e ancor più leggendaria storia della Maison. Selezionato dal fondatore Charles Lewis Tiffany per la copertina del Blue Book, il catalogo della collezione annuale dei gioielli artigianali di Tiffany pubblicata per la prima volta nel 1845 (il primo di vendita per corrispondenza negli Stati Uniti), veniva chiamato anche robin’s-egg blue or forget-me-not blue, blu pettirosso e nontiscordardime, perché in fondo rappresentava un mix tra le due nuance e avrebbe dovuto rendere felice chi se lo trovava davanti, prima ancora che il pacchetto venisse aperto. Ma pare anche sia stato scelto per la popolarità della pietra turchese nella gioielleria del XIX secolo. Il turchese era anche il colore preferito delle spose vittoriane che regalavano ai loro inservienti una spilla di turchese a forma di tortora come ricordo del giorno delle nozze.

[…] Tutto questo ha contribuito a creare il mito della Blue Box di Tiffany e dell’iconico colore, simbolo internazionale di eleganza e raffinatezza, esclusività e impeccabile maestria artigianale. E con una valenza emozionale “misurata”: alcuni studi hanno confermato che la visione del colore Tiffany Blue e della scatoletta abbia il potere di accelerare il battito cardiaco e Laurie Pressman, Vice President Pantone Color Institute, ha spiegato che questo colore suscita vitalità e voglia di fuga.

(Trovate l’articolo completo a questo Link)

In merito all’utilizzo del Tiffany Blue come il colore delle nozze, abbiamo chiesto un parere alla nostra esperta di COLORI, Michela Bellomo, che con la sua lunga e studiata esperienza nel Color Branding, ci dice:

Il Tiffany è un colore elegante e raffinato.
È chic e si adatta molto bene con tutti i toni del lilla e con le tonalità naturali del sabbia per un tocco un po’ più casual.
Il Tiffany è perfetto per un matrimonio fresco e moderno che non vuole rinunciare ad un tocco super chic.
Si abbina bene anche con i rossi un po’ freddi.
Ed è un colore perfetto anche utilizzato tono su tono come in questa palette che vi mostro.

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Quindi…sì al Blue Tiffany se il vostro matrimonio è estivo e lo stile che amate è chic, ma anche molto frizzante!

#tiffaniblue

“Parola ai professionisti”

Una bella sorpresa per tutti i nostri lettori:
oggi vi presentiamo una nuova rubrica:

“Parola ai professionisti”

sarà una raccolta di interviste e video-interviste a professionisti del settore Wedding che si racconteranno sul nostro blog e forniranno informazioni utili ai futuri sposi.

Gli articoli della nuova rubrica saranno pubblicati ogni mercoledì!

Continuate a seguirci!!!

Il Galateo, quanto è importante?

Cosa fare e cosa non fare in ogni occasione?
Quali comportamenti sono ammessi e quali assolutamente no?
Come impostare l’organizzazione di un evento?

Per rispondere a tutte queste domande ci viene in aiuto il Galateo!
Attraverso le sue regole, vive e attuali da tempo immemore, infatti, possiamo imparare ad essere sempre impeccabili!

Per districarci nel complesso e affascinante mondo del Galateo chiederemo supporto e risposte alla nostra amica Shubha Marta Rabolli, docente per l’Accademia Italiana Galateo di Roma, che ci guiderà  nella perfetta organizzazione del matrimonio!

Continuate a seguirci…presto l’intervista a Marta!!!

Saper ricevere gli ospiti è un’arte

“Invitare qualcuno a pranzo vuol dire incaricarsi della felicità di questa persona durante le ore che egli passa sotto il vostro tetto”

Jean Anthelme Brillat-Savarin – gastronomo francese

Ricevere è un’arte e ogni brava padrona di casa dovrebbe sforzarsi di apprenderne i segreti perché accogliere gli ospiti non è solo cosa di “matrimoni” o feste, ma della quotidianità di ciascuno di noi.
In aiuto di quanti non sanno letteralmente dove mettere le mani arriva il Galateo!
Sorvolando sulla questione degli inviti – eh sì perché anche lì ci sono delle regole di bon ton da rispettare su tempistiche e modalità di consegna – passiamo direttamente alla questione dell’accoglienza:
NO ad accogliere gli ospiti in ciabatte o peggio in accappatoio, o con il grembiule stile casalinga frustrata.
SI ad un abbigliamento molto informale, ma non sciatto!!!
 

Chi va ad aprire la porta?

Posto che gli ospiti dovrebbero cercare di mantenere una certa puntualità ed avvisare se il ritardo si protrae oltre il quarto d’ora, è buona norma che entrambi i padroni di casa – uomo e donna – vadano sull’uscio ad accogliere l’ospite, che sia inaspettato o meno.
In passato vigeva la norma che se l’ospite”uomo” dovesse essere accolto solo dall’uomo di casa, ora è ritenuto più corretto che entrambi i padroni di casa si dedichino all’accoglienza.

Se l’ospite porta un dono…

Come come è richiesto all’ospite portare un dono – che sia un cadeau o una bottiglia di buon vino – alla famiglia che lo accoglie, così i padroni di casa hanno l’obbligo di scartare il dono in presenza dell’ospite e dargli tutta l’importanza che merita, ringraziando calorosamente ma senza eccessi per non mettere in imbarazzo chi eventualmente non ha portato nulla.
 
 

Intolleranze, allergie e scelte alimentari

Quando si invita a cena qualcuno è buona norma informarsi sulle eventuali intolleranze o allergie delle quali soffre o delle scelte alimentari che abbraccia l’ospite, per evitare che, come nella fiaba della volpe e della cicogna, l’ospite resti a bocca asciutta.

Posti a tavola

Assegnare i posti a tavola è una pratica in uso per cerimonie che prevedono un numero di ospiti notevoli, in quel caso si opta per il classico tableau, in modo che ciascuno abbia modo di sedersi al posto che i “padroni di casa” hanno ritenuto adeguato; in caso di cene informali e in casa, assegnare i posti non è necessario, mentre è sempre un gesto carino far trovare un piccolo segnaposto su ogni piatto, a ricordo della serata.
In teoria bisognerebbe sedersi in modo alternato uomini e donne, con i padroni di casa che siedono ai due capi tavola, ma anche su questo l’era “moderna” ha sdoganato questi obblighi atavici.
Prima di sedersi a tavola è buona norma, da parte dei padroni di casa, presentare gli ospiti, iniziando dal più giovane e, diciamo, “meno importante”, che verrà adeguatamente presentato al più anziano e più importante.

Comportamento a tavola

NO…e assolutamente NO all’uso del cellulare mentre si cena e tanto meno a tenerlo sulla tavola. Sono ammesse pochissime eccezioni, per questioni molto serie ed importanti, ma ricordiamoci che messaggiare mentre si cena è il massimo del trash, quindi evitiamo!!!
NO alla formula “Buon appetito”…pare che sia segno di attaccamento a cose terrene e piaceri carnali, ma…io onestamente tutta questa negatività non la vedo.
NO ad iniziare a mangiare prima dei padroni di casa.
NO ad ingozzarsi o a mugolare travolti dal gusto di quello che si mangia
 
NO a parlare a bocca piena
NO a giocherellare con i capelli
NO ad improvvisare grattini (in nessuna parte del corpo) su se stessi e su altri commensali
NO ad infilare le dita in bocca né usare le unghie come stuzzicadenti
NO ad usare il tovagliolo come fazzoletto per soffiarsi il naso
SI a chiedere di poter usufruire del bagno per controllare la presenza fastidiosa di foglie di verdura tra i denti o per tutte quelle “operazioni” che non è il caso di fare alla presenza di tutti.
SI ad una piacevole conversazione con tutti i commensali, mantenuta su toni moderati
 
NO ad aggressioni verbali contro altri commensali, né al broncio in caso di problemi personali
NO a rivolgersi solo ed esclusivamente ad alcuni ospiti ignorando gli altri
SI a mangiare con contegno ed educazione, evitando di sporcarsi e sporcare la tovaglia
NO a gironzolare da soli per la casa, curiosando.
Relativamente alle portate che verranno servite, non è educazione “forzare” gli ospiti a mangiare più di quello che vorrebbero, quindi la padrona di casa dovrebbe evitare troppa “insistenza” verso i commensali.
A fine cena non è da “bon ton” aiutare la padrona di casa a sparecchiare, a meno che non sia esplicitamente richiesto, così come non è corretto che la padrona di casa lasci gli ospiti per dedicarsi a riassettare la cucina.

Animali domestici

La questione “animali domestici” è sempre un pò spinosa: da una parte c’è chi ha cani e gatti in casa e li considera come membri della famiglia e dall’altra chi non li ha e non li vuole intorno.
Conciliare i due mondi non è facile, però poiché “in medio stat virtus”, se da una parte i padroni di casa dovrebbero rendersi conto che gli ospiti potrebbero non gradire il loro “amico a 4 zampe” che scondinzola qua e là intorno al tavolo e quindi dovrebbero limitarne lo scorrazzamento, dall’altra l’ospite, sapendo della presenza di animali domestici, in caso di intolleranza o semplicemente non essendo favorevole, dovrebbe declinare gentilmente l’invito.

Saluti finali

Al momento di andare via è buona norma salutare calorosamente i padroni di casa ringraziando per l’accoglienza e con essi anche gli altri commensali che si presume si siano conosciuti durante la cena.
Il galateo ci insegna che è una forma di rispetto chiamare i padroni di casa il giorno successivo per ringraziare nuovamente…ma nell’era di WhatsApp, ormai, queste piccole attenzioni stanno scomparendo.
Questo è solo un estratto di quanto il galateo ci richiede in caso di ricevimento ed è applicabile non solo a cene o pranzi, ma anche ad un te con le amiche o ad un caffè insieme.